Valori limite per le acque ad uso umano Le tabelle che seguono offrono un confronto fra i valori limite previsti per le varie tipologie di acque ad uso umano. Entrambe le tabelle riportano nella prima colonna i limiti previsti per le acque potabili dal DPR 236/88 che costituisce l"attuale normativa di riferimento, nella seconda colonna i limiti previsti dal Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n.31 che entrerà in vigore il 25 dicembre 2003. Nella tabella 1, relativa ai parametri di composizione, si nota che per le acque potabili e di sorgente alcune sostanze non presentano valori limite (es.calcio, potassio, bicarbonati...) perchè queste sostanze non determinano rischi sanitari indipendentemente dalla loro concentrazione (fermo restando il non superamento della soglia di 1500 mg/L per il residuo fisso). Per le acque minerali la legge non prevede alcun limite, tuttavia, visto l"uso generalizzato come acque da tavola, è probabile che per alcuni parametri si proceda alla loro individuazione. Tabella 1 - Confronto tra valori limite per i parametri di composizione in acque ad uso umano 
* Per il parametro cloruri il DPR 236/88 non presenta una concentrazione amssima ammissibile ma una "concentrazione che è opportuno non superare", pari appunto a 200 mg/L ** Per il sodio il DPR 236/88 indica due valori di concentrazione; la distinzione è stata superata dal D.Lgs 31/01 con la definizione di un unico valore
Nella tabella 2 è riportato il confronto tra i valori limite per le principali sostanze contaminanti in acque destinate al consumo umano e in acque minerali. Tabella 2 - Confronto tra i valori limite per i principali contaminanti in acque destinate al consumo umano 
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